martedì 8 gennaio 2019

Le “percezioni” ospedaliere dell' ex Sindaco Comincini per l'Ospedale della Martesana che non sarà mai realizzato.


dal CORSERA di oggi 8.1.2019 / Niente Ospedale della Martesana! Come volevasi dimostrare...

$  $  $  $  $

Le “percezioni” ospedaliere del Sindaco Comincini: dopo i suoi primi sette anni e oltre...

2013-10-03 12.01.26.jpg

Il 19 settembre scorso, dal suo Blog, il Sindaco Comincini posta un commento dal titolo “E’ tempo di pensare a un nuovo Ospedale”. Si può leggere qui (vedi il post) per farsi un’idea completa.
Un’uscita improvvisa, poco istituzionale, spiazzando tutti come un coniglio uscita dal cappello magico di un buon Illusionista. Nei suoi sette anni, da Sindaco, non ha mai avuto il tempo di pensare e di trattare quest’argomento. Nemmeno quand’era Consigliere Comunale di minoranza dove qualche Piano sarà pur stato trattato. Nemmeno nel Consiglio Provinciale. Nemmeno nei suoi duplici programmi elettorali. Eppure di occasioni ce ne sono state. Mi limito a quelle più importanti e istituzionali: dal recente PGT (mica bazzecole), alla Prima variante del PGT in corso (occasione unica) fino al caldo PTCP (Piano Territoriale Provinciale) dove l’argomento, nel suo massimo consesso, non solo non è previsto-inserito ma nemmeno “osservato” post deposito, dal nostro Comune. Si è preferito fare altre e più importanti “osservazioni”. L’Ospedale della Martesana proprio non esiste e nessuno sa niente. Che dice l’Assessore Marchetti?
Né Regione né Provincia nei rispettivi Assessorati del “territorio” e della “sanità”, né Comune e nemmeno per tutto quanto io possa ricordare si parla di questo coniglio. Che il Sindaco abbia poteri percettivi? Nuovismo? Sensazionalismo? Superficialità? Captatio benevolentiae? Non ne ha bisogno.
Si legga questo suo passaggio generalista: <<Se la situazione in una prospettiva futura è a mio avviso critica, la ragione è da identificare in alcune scelte errate e poco lungimiranti fatte nel passato, nella diffusa incapacità politica a dialogare con soggetti terzi (altri Comuni, la Regione, lo Stato), la miopia politica che bada più alla difesa dell’esistente e di quanto c’è a casa propria piuttosto che vagliare adeguatamente le migliori soluzioni ai diversi problemi>>.
Il Sindaco, solo ora, percepisce la questione, ma non si capisce che necessità ha di sparlare del passato, bacchettandolo pesantemente accusando d’incapacità e miopia gli Amministratori del tempo che fu. Lo fa senza compiere un minimo di distinguo o di analisi storica di fatti socio-urbanistici remoti. Di reprimende, l’articolo è pieno zeppo con elenco impressionante d’insufficienze, inclusi quelle del successivo paragrafo sulla parziale distruzione del Parco storico e la mancata opzione sulle aree di proprietà per trasferirvi il nuovo Nosocomio. Sulla distruzione del Parco, quanto e come, non dovrebbe essere difficile verificarlo dal progetto edilizio. Sui valori delle aree già dell’Uboldo (Quartiere dei Pittori) probabilmente non arrivano all’unopercento dei costi generali di un nuovo Ospedale.
Incommentabile, perché semplicemente ridicola, è l’affermazione sul mancato utilizzo dell’area ex Cinema Gloria. Forse che non avrebbe aumentato il “peso” insediativo dell’Ospedale in centro? Forse che non era troppo piccola per un’espansione decente? Forse che non vennero valutate insormontabili difficoltà di collegamento ai corpi preesistenti senza distruggere il Parco e l’ormai famosissimo e preservato Tempio della Notte? Tralasciando la miriade di urbanizzazioni interrate della Via L. da Vinci, fra cui la dorsale primaria di tutta la fognatura cernuschese.   
Stringi stringi il succo è: <<Scelte errate, poco lungimiranti, miopi>>. Qui Comincini fa autogol, ripetendo lo stesso errore e la medesima incapacità degli accusati, poiché ha avuto tutto il tempo e il potere di programmare e di accollarsi le responsabilità dirette che, probabilmente e fra poco, gli sfuggiranno per lidi più importanti. Come si giustifica la sua idea improvvisa e senza precedenti percezioni? Davvero stupefacente e, per il “come”, addirittura indecente.
Comincini non è obbligato a studiarsi tutto il passato ma, prima di esprimere giudizi sui predecessori, su temi intergenerazionali, pluridisciplinari e complessi, avrebbe dovuto documentarsi. Lui non è un blogger qualsiasi. Avrebbe potuto sfogliare i dibattiti Consiliari, di Giunta, del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale, delle Commissioni Urbanistiche, delle Osservazioni e Controdeduzioni ai Piani e Programmi di quel tempo per farsene un’idea. Perché non immaginare che, anche allora, non ci furono <<momenti storici particolarmente difficili>> se non addirittura economicamente più infelici di adesso, quando non esisteva il Servizio Sanitario Nazionale e nemmeno l’eccellenza lombarda? Qual era la situazione socio-politica generale nella quale governavano gli Amministratori di quel tempo, in totale assenza di Piani Territoriali e di Governo Metropolitano, urbano e sub-urbano alla metropoli?
Nemmeno gli sfagiola l’idea dello sforzo di Benefattori, Direzioni Sanitarie, Primari ospedalieri, magari senza appoggi né “santi in paradiso”? Che ne sa, Comincini, dell’enorme salto, culturale e sanitario, compiuto per riconvertire i vecchi stanzoni della Villa Uboldo, regno del grande chirurgo Fasolis, dei Mori, dei Bianchi-Jannetti, dei Sirtori e dei Penati, per una sanità più decente? Come si fa a etichettare quella gente come <<incapace>> tanto per dirne una? Consiglio al Sindaco, se non già fatto, di rileggersi “Voce Amica del 1961”, riprodotta in questo link di CernuscoInsieme (Inaugurazione Nuovo Ospedale Uboldo). Non è molto ma qualche idea se la potrà fare.
Una massima di Confucio recita: <<Chi non cambia mai idea o è il più grande dei saggi o è il più sciocco fra gli stolti>>. Col suo coniglio, dove si colloca Comincini? Come sua inveterata abitudine se ne guada bene dal richiamare le non poche positività passate ricordando solo le pesanti ombre. Probabilmente cerca di distogliere l’attenzione e l’inazione dai suoi gravi problemi urbanistici irrisolti, offrendo ai Cernuschesi la “brioche Regina” del Nuovo Ospedale! Randella di brutto, sulla micro cultura trascorsa dimenticandosi clamorosamente che se lui governa una città così fatta nel suo complesso socio-urbano, lo deve certamente all’impianto urbanistico voluto da chi l’ha preceduto. Non l’ho mai sentito dire qualche cosa sul bene di prima. Il suo è un giudizio, poco obiettivo, disarticolato e antistorico. Tralasciando la componente sulla qualità degli Urbanisti che hanno progettato Cernusco.
Comincini dovrebbe interrogarsi e interrogare il passato più a fondo e capire i perché, a Cernusco, Gorgonzola, Melzo, Vaprio e Cassano si portano ancora sulla gobba, questo peccato originale e del come non ci siano mai riusciti a risolverlo i politici della Martesana (più o meno importanti) a partire dal potentissimo Ripamonti, pluri-ministro, anche dell’Igiene e Sanità Nazionale, senza contare i tanti e meno remoti Senatori del nostro collegio.
Alcune risposte, Comincini le troverà da lui stesso, semplicemente col mouse e allargando la visione su Google Earth, tracciando le distanze virtuali. San Raffaele dice qualche cosa? Vizzolo-Predabissi, la nostra sbaricentrata mamma, dice altro? E il nuovo S. Gerardo di Monza cosa suggerisce? E di quello recentissimo di Vimercate, dove ci si arriva prima che attraversare Cernusco dromedario, che ne pensa? Comincini ha un’idea cosa sarebbe Cernusco completamente e orizzontalmente segata in due dall’asse ospedaliero FBFespanso-Uboldoespanso? Qualche tempo fa suggerii a Comincini (non ricordo se con specifica osservazione al PGT) di inserire, negli allegati della pianificazione Cernuschese, una cartografia dal titolo “Cernusco NO SORVOLI” il cui scopo ideologico tutti lo possono capire. Mi rispose <<Che non avrebbe mai preso in giro i Cernuschesi con un’idea così bislacca>>. E’ così sicuro che il nuovo Ospedale si possa costruire “sotto” i quintali di kerosene che i Cernuschesi mangiano e respirano ogni giorno? E il rumore? O ritiene che col Nuovo Ospedale, le “rotte” (in tutti i sensi) possano essere riposizionate su Segrate – Milano due – San Raffaele o trovare un nuovo “cono” tra Vimercate e Monza?
Probabilmente saranno gli start-up locali, chiamati lo scorso anno alla trasfusione di sangue fresco per ideare la futura “Cernusco: prossima fermata 2032” a dare risposte certe e obiettive dei fatti storici, compresi quelli di adesso. Saranno facilitati dai modelloni plasmati dalle super stampanti o con già sullo sfondo lo skyline dell’appena finito Nuovo Ospedale della Martesana che tutti aspettano.
Ho un solo vero rammarico: non poter approfondire i fatti e tanti protagonisti di questa storia e di quella urbanistica più complessa della Cernusco-Martesana, ben oltre la mia non più fresca memoria. Anche per questo ho chiesto al Sindaco, per ora inutilmente, di poter accedere ai documenti pianificatori che fin dal 1958 si è dotata la nostra città e dove i “numeri” sono come il coniglio del Mago di turno. Certo questa è un’altra storia che Comincini, corresponsabile, conosce benissimo.
La percezione di Comincini pare completamente fuori tempo e luogo, tanto che molti sostengono che cotanto sorprendente e improvviso amore per la Sanità Cernuschese non è farina del suo sacco.
Perché Comincini l’ha fatto? Il dibattito sul Nuovo Ospedale è ora aperto, magari anche per questo mio infinitesimale stimolo, affinché la cultura e la politica nostrana finalmente si confrontino e si sveglino dal sonnifero. Si parlerà di Ospedale e non di Villa Alari, Cascina Torriana, Garzanti, Carosello, Plis, ecc. ecc. ma va bene lo stesso, meglio di niente.
Però può essere, semplicemente, che il nuovo Ospedale sia un bellissimo “Sogno di Eugenio”, simile a quelli biblici del delfino del Faraone, Giuseppe (e i suoi Fratelli). Con una precisazione, rispetto alla Bibbia: là i primi sette anni furono di “vacche grasse”, qui, invece sono state magrissime. Ma i sogni, in quanto tali, non bisogna mai lasciarli nel cassetto …
Pronto, io, a cospargermi il capo di cenere se, nel 2032, o anche prima, ci sarà l’Ospedale della Martesana il cui avvento avrà dato corso e finalmente allo spostamento dei sorvoli. Spero che, pur nel dubbio, il Buon Dio mi dia la possibilità rivedere la posa della nuova prima pietra, anche rasterizzata invece che quella vera, come nel lontano 19 novembre 1961. Un ragazzotto pieno di speranze per una nuova sanità che sconfiggesse il cancro che, da poco in quarantacinque giorni, aveva distrutto il mio Papà. Erano i tempi in cui la mia memoria era pura libera e speranzosa, non viziata, come ora, da strane amare percezioni e da pochissimi sogni.

Cattura.JPG

Tutti conoscevano la "sparata" di Comincini e del suo "sogno" irrealizzabile nonostante la storia e lo stato dei fatti. Nessuno lo contestò perchè era "il verbo". Amen!

lunedì 31 dicembre 2018

Ultimi scatti 2018: Carosello finale.

Oscenità al rogo.
Avvinta come l'edera (Nilla Pizzi)
L'ex Bal-letti (miniatura)
Nemesi
Irripetibile