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martedì 14 marzo 2017

L'O.R.S.O. CERNUSCHESE.



L’O.R.S.O. CERNUSCHESE.
Per fronteggiare critiche, osservazioni (e insinuazioni) sulla gestione CEM dei rifiuti urbani di Cernusco, sia di tipo qualitativo che quantitativo e sulla loro tracciabilità che tocca temi etici oltre che contrattuali con risvolti penali, l’Assessore Zacchetti si spende pubblicamente per difendere l’operato CEM, dichiarando che tutto è in ordine e l’O.R.S.O. è in buona salute. A fronte di nulli o insignificanti controlli Comunali sull’operato CEM, disattesi e censurabili, Zacchetti si rifugia in un fuori campo sportivo, placcando il F.I.R., il documento cartaceo di trasporto obbligatorio che dovrebbe accompagnare ogni movimento ogni mezzo ogni recapito intermedio o finale della “Monnezza” Cernuschese (come per tutti) distinta per tipologie. Il F.I.R. dunque ultima sua ancora di salvezza. Zacchetti zittisce tutto e tutti assicurando che tale documento è sempre presente a dimostrazione della trasparenza e dell’affidabilità di CEM. A dire il vero dovrebbe essere lui a preoccuparsi non noi.
L’O.R.S.O. BALLA CON LA CATENA AL COLLO.
Oltre al F.I.R. la Gestione dei rifiuti è costellata da modulistica zeppa di acronimi / M.U.D. (Modello Unico di Dichiarazione Ambientale) / C.E.R. (Catalogo Europeo Rifiuti per tipologia) / S.I.S.T.R.I. (Sistema Controllo Tracciabilità Rifiuti) / D.U.V.R.I. (Documento Unico Valutazione Rischi) / e poi l’O.R.S.O. (Osservatorio Rifiuti SOvraregionale) che più ci interessa perché forma il database generale gestito dall’ARPA nel quale i Comuni postano direttamente totali e parziali del monte produttivo della “Monnezza” ricavato dai F.I.R. L’O.R.S.O. è in gabbia “chiuso e protetto” a cui si accede con credenziali riservate. Non sappiamo se CEM e simili vi possano accedere direttamente in via suppletiva ai Comuni o per contratto di affidamento. Se così fosse sarebbe improprio, delicatissimo, da rivedere. Inutile spiegare il perché.
L’O.R.S.O. GIGIONEGGIA DONDOLANDOSI.
Chi sapeva dell’esistenza e dell’obbligatorietà del F.I.R., alzi la mano. Ignorato completamente dalle Relazioni Tecniche Dirigenziali allegate agli Atti Deliberativi. Ma quel che più importa e che va oltre le obbligazioni contrattuali il mai citato F.I.R. diventa emblema dell’incapacità di comunicare spiegare e tranquillizzare la Gente di Cernusco. Il F.I.R. è assente nei volantini, plichi o pubbliche presentazioni del Comune e del CEM stesso. Nella nostra Ricerca-Studio sulla “Monnezza” Cernuschese nata subito dopo il 15 maggio 2016, più volte abbiamo parlato di necessari atti probanti e dimostrative fonti a fronte di dati dubbi e contrastanti non comprovati dall’esistenza del documento base. Tutto materiale che man mano abbiamo sviluppato, controllato e pubblicizzato. Database che avremmo dovuto trovare pubblicamente anziché sollecitarlo continuamente visti i “vuoti di memoria” del CEM protrattisi per diversi mesi, rimediati solo dopo molte contestazioni.
L’O.R.S.O. PERDE COLPI È DISORIENTATO.
La “Monnezza” generale e lo stesso ecuo-sacco sono frutto di documenti veri o rielaborazioni poco credibili dei F.I.R. vista la potenza mediatica del sistema? Il dubbio è più che legittimo perché c’è un altro elemento inverosimile da tenere presente sul quale abbiamo sbattuto il muso, su cui nessuno ha fatto mente locale nonostante fosse sotto il naso di tanti soggetti a incominciare dai Consiglieri Comunali. In nessuna Relazione Dirigenziale riscontriamo dati elaborati in “proprio”, non comparati, non controllati. Misure, pesi, numeri e percentuali sono sempre stati attinti o ricopiati in modo pedestre (e vergognoso) da altri Comuni con errori di riporto e di concetto inaccettabili. Uno su tutti: il -66% di secco sbandierato nei primi due anni del quale abbiamo chiesto verifica per illogicità: non arriverà mai la risposta. Tutte le valutazioni tecniche sono precedute da allocuzioni tipo “in base ai dati forniti da CEM” come se questi fossero paradigma di scientificità e di certezza o per “sentito dire”. Vangeli apocrifi? Si è mai vista una cosa del genere a Cernusco? Senza i F.I.R. vien meno la Misurazione Puntuale dei pesi e dei volumi. Si scardina la Tariffa Puntuale che diventa incalcolabile. L’equità vera si trasforma in ecuità. E tutto ciò in aggiunta ai “pesi-volumi” individuali promessi ma mai accertati né cippati nonostante l’obbligo contrattuale di impiantistica tecnologica adeguata sulle attrezzature C.E.M. Il caos nel caos. La tabella riassuntiva trasmessa a Gargantini dalla Dirigenza Comunale dopo la querelle non è il F.I.R., non è datata e nemmeno completa per il 2016 (mancano tremila tonnellate sul totale che stiamo elaborando).  Povero O.R.S.O. Stiamo scherzando?
L’O.R.S.O. A NOLEGGIO.
Quanto ai pesi sarebbero veramente tali solo … pesandoli, ma il Comune di Cernusco ha reso inservibile anche la pesa alla piattaforma (una coincidenza casuale?) ora utilizzata per il parcheggio delle auto di servizio. Pesa nemmeno servibile per pesare lo “spazzamento” o il “verde” stoccato in via Resegone come personalmente constatato (e fotografato). I mezzi di provenienza del nostro Comune (in buono stato-vedi relazione di Comincini del 2015) sono stati sostituiti e dirottati in altri Servizi. Quelli di adesso sono in sub-appalto o a noleggio corredati di loghi e sigle innumerevoli di difficilissima verifica e responsabilizzazione e di cui non si conosce il percorso-destino. Non è dato a sapere se tutti i mezzi sono obbligatoriamente provvisti delle attrezzature e loro effettiva funzionalità imposte dal Capitolato Speciale di Appalto CEM prescritti all’art. 24, nonché delle modalità di esecuzione del Servizio di cui all’art. 29. Non si conosce il luogo di stoccaggio intermedio e di conferimento finale che devono essere trasparenti e taggate dal sistema gps del percorso e risultare su ogni mezzo del servizio “Monnezza” e per obbligo di legge e di appalto. Pattuizioni che se non fossero scritte, bisognerebbe inventarle quale parte integrante e sostanziale delle clausole di reciprocità che ogni buon contratto deve possedere soprattutto qui dove il “controllore” non controlla e il “controllato” è “controllore” di sé stesso. Una completa e irritante sfasatura.
L’O.R.S.O. NON MANGIA PIU’ È IN LETARGO.
Non meraviglia quindi che tutto il sistema della “Monnezza” Cernuschese anche quella pre ecuo-sacco, debba essere rivisitata criticamente. Le differenze sui pesi da noi riscontrata, dimostrata semplicemente comparando gli stessi atti pubblici Comunali, è scandalosa e fatta oggetto di reiterate richieste di chiarimenti mai evase. Lo conferma perfino l’A.R.P.A. Gravissima è la mancata applicazione dei conguagli di fine esercizio. Atto negativo d’interesse generale oltre che erariale e revisionale dei conti: si fa finta di nulla. Lo stesso “sconto” tariffario ultimamente sbandierato come successo e grazioso benefit invece di riconoscerlo come un diritto, in realtà è una enorme presa in giro per tutti perché l’esatto dimostrativo del fallimento dell’ecuo-sacco. La diminuzione è applicata in modo generalizzato per tutti quindi ingiusta e irrazionale rinnegando la finalità principale di quel “chi inquina paga” sbandierato ai quattro venti, pesantemente a scapito delle “virtuosità” di coloro che si sono applicati e sforzati per la buona causa, cioè la maggioranza dei Cernuschesi. Una diminuzione il cui rapporto quantitativo-qualitative non è supportato da scientificità. Anche su questo cercheremo di fare luce attraverso i dati preventivi (molto discordanti) e consuntivi consolidati (se non taroccati) dei Piani Finanziari e Tariffari non completamente disponibili e di non facile ricerca.
L’O.R.S.O. SCHELETRITO È MORTO PER SFINIMENTO.
Un contesto contraddittorio, forse volutamente confusionario o di chi cammina alla cieca, che fa a pugni con tutte le previsioni dello stesso Comune enormemente discostanti tra loro, talmente diversi dai dati finali che non possono passare inosservati ponendo ulteriori interrogativi visto che le “previsioni” sono fatte dagli stessi che ora tirano le “conclusioni”. Un esito illogico che fa supporre un cinico calcolo virtuale preventivo per ottenere surrettiziamente un risultato “positivo” a prescindere dai veri numeri che forse non sapremo mai. Per arrivarci non si può fare a meno di pensar male, perché tutto lo lascia supporre. Prontissimi ad essere smentiti.
L’O.R.S.O.  OGGETTO DI ESAME AUTOPTICO.
Nell’intestino dell’O.R.S.O. hanno rinvenuto brandelli di appunti, faticosamente ricostruiti, dai quali risulta che:
I PESI di spazzamento 2014 Comune / Arpa sono identici: tutto il resto è difforme.
I PESI Cernusco Verde 2014 e Comune 2015 sono identici;
Nel 2014 i PESI Cernusco Verde e Comune sono differenti;
Nel 2014 i PESI dei tre Enti Cernusco Verde, Comune e ARPA sono differenti;
Nel 2015 i PESI dei tre Enti: Cernusco Verde, Comune e ARPA sono differenti;
Nel 2015 il Comune adotterà il PESO della Cernusco Verde.
Nel 2015 i PESI di Cernusco Verde sono quasi identici ad ARPA 2014.
Nel 2015 i PESI Cernusco Verde e Comune sono differenti.
I PESI ARPA 2014 e 2015 sono identici.
Nello stomaco dell’O.R.S.O. hanno trovato brandelli di F.I.R. compilati a mano: la data non si trova. A malapena s’intravede numerazione progressiva e il visto, sbiadito dai succhi gastrici, dell’Agenzia delle Entrate.
Non sono stati ritrovati rimasugli di statistiche previsionali, tranne un -66% di cui non si comprende la provenienza.
E qualche brandello di plastica rossa fra le feci con “code” inservibili.

Sergio Pozzi / Sergio Rocchi / Sirtori M.C. Elena. - Cernusco, 10.03.2017

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